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| Fiorini disposti in gabbie
singole per la preparazione alle mostre |
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Poiché
in tutte le schede di giudizio, sia italiane che internazionali, i
punti a disposizione per il singolo sono 100, un esemplare di
massimo pregio dovrebbe poter conseguire questo punteggio massimo.
Ciò non sembra sia mai avvenuto; d’altra parte, secondo le
norme vigenti, il titolo di “Campione” viene già conferito
all’esemplare che raggiunge i fatidici 90 punti.
In
pratica, in una esposizione, specialmente se di prestigio,
l’espositore guarda più alla classifica che al punteggio, poiché
arrivare prima superando tutti i concorrenti è la massima
soddisfazione, indipendentemente dal punteggio con il quale il
proprio esemplare ha conquistato il podio più alto; ciò che
appare abbastanza ragionevole, poiché il soggetto “Campione”,
vincitore della categoria, seppure con il minimo dei punti, cioè
90, intanto sarà certamente un buon soggetto, inoltre è stato
sottoposto al confronto con gli altri nelle stesse condizioni di
valutazione, condizioni che, invece, non sono per niente costanti
da una manifestazione all’altra, e ciò per varie ragioni. Ad
esempio, come si dice, quel certo giudice è “di manica
stretta” e, inoltre, al momento del giudizio le condizioni
dell’ambiente (temperatura, illuminazione, ecc.) possono non
essere favorevoli, ciò che può favorire giudizi più o meno
appropriati, o induce il giudice a non “sbilanciarsi”,
soprattutto se è alle prime armi, mentre il collega di lunga
esperienza non ha di questi scrupoli.
Comunque
sia, i più alti punteggi che si leggono sulle schede di giudizio
non superano mai i 93 punti, con la sola eccezione seguente che
ormai è diventata la norma. Nel caso di due esemplari di ottima
fattura, entrambi con scheda di 93 punti, il giudice, dovendo
necessariamente indicare un vincitore, magari confortato dai
colleghi, dà la preferenza a quello che lì per lì sembra più
accattivante e, correggendo la scheda un una certa voce, innalza
uno dei due punteggi a 94 e così risolve il dubbio.
Questa
lunga premessa per concludere che, a causa di questo ormai
invalicabile limite dei 93-94 punti, se la somma dei punti dati
alle singole voci, cioè il totale, supera questo limite, oppure
se ad un successivo scrupoloso esame di controllo ha qualche
ripensamento, il giudice deve trovare il modo di togliere qualche
punto scegliendo una voce piuttostoché un’altra. E quali sono
generalmente le voci dove va a “rimettere le mani”? Lo diremo
commentando le singole voci.
La
prima voce della scheda del Fiorino è “TAGLIA (forma)
– 15 punti”. A noi sembra che questo massimo dei punti a
disposizione ( pari a quello della voce “Testa e collo”),
cioè i 15, sia del tutto coerente con questo connotato che
certamente è fondamentale per mantenere massimamente dstinto il
Fiorino dal suo “fratello maggiore”, l’Arricciato del Nord,
il quale, in assenza di ciuffo, se ne differenzia praticamente
solo nella lunghezza. Anzi diremo di più: considerando le
esposizioni dei primi anni, la voce avrebbe potuto essere anche di
20 punti, perché allora la lunghezza, per l’ancor breve
selezione subita dalla Razza, era palesemente eccessiva e sarebbe
stato ragionevole mettere in tal modo in evidenza l’importanza
del connotato.
Attualmente
la lunghezza di un buon numero dei soggetti
che si vedono nelle mostre, appare certamente nei limiti,
per cui i 15 punti sono del tutto adeguati.
Naturalmente
il lettore sa bene quale sia la differenza fra lunghezza e
taglia. La prima viene valutata con una sola unità di misura,
il centimetro. La seconda prende in considerazione anche la forma
e, quindi, anche la larghezza vista nel suo complesso, cioè
voluminosità. A proposito di questo connotato è risaputo che il
Fiorino più “voluminoso” appare più corto di un altro,
diciamo così, di “tipo intenso” e con ciò potrebbe
“guadagnarci”, salvo che tale voluminosità nuoccia alla
corretta espressione delle arricciature che talvolta appaiono più
o meno “soffocate” da un eccesso di piumaggio.
Abbiamo
già detto che su questo argomento ci sono dei punti di vista un
poco diversi: chi preferisce un maggior piumaggio, chi lo
preferisce più sobrio, in modo che le arricciature appaiono più
scolpite. D’altra parte lo standard sintetico dice “forma
piena”…. In conclusione appare logica quindi una pur piccola
differente valutazione di questa voce (ad esempio di un punto) da
parte di due giudici diversi, seppur di uguale competenza. Lo
scrivente non vuole “compromettersi”, Lui è per la “forma
piena”….
A
proposito della LUNGHEZZA, lo standard la indica in 13 cm;
ma se un esemplare viene misurato secondo l’unico criterio
valido in ornitologia scientifica, cioè dalla punta del becco
alla punta della coda del soggetto posto sul tavolo con il collo
totalmente esteso, si constata che un Fiorino di tale lunghezza
non esiste. Solo in qualche rara femmina la lunghezza può
scendere a 14 cm. Aprendo una parentesi, lo stesso vale per tutte
le altre Razze “nane” di forma e posizione a piumaggio liscio,
salvo che in queste la lunghezza viene considerata nell’animale
fermo sul posatoio, con il collo più corto di 1 – 2 cm a causa
delle due curvature (lordosi e cifosi). Ebbene, in tutte le Razze
arricciate, invece, la lunghezza viene espressa secondo il
suddetto metodo internazionale e, con questo metodo, la lunghezza
di qualunque Fiorino attuale non scende al di sotto dei sospirati
14 cm. Invece, come unica eccezione, la lunghezza del Fiorino
è indicata valutandola nel soggetto stazionante sul
posatoio. La spiegazione è che quando la Commissione Tecnica si
attivò per il riconoscimento ufficiale e stilò lo standard,
prevalse l’opinione di usare questo criterio, certamente un
po’ “interessato”, per facilitare il riconoscimento della
nuova Razza. C’è da chiedersi se in futuro sia opportuno fare
delle modifiche, affinché il “metro” sia lo stesso per tutte
le Razze arricciate. Per concludere, poiché lo standard sintetico
dice: “pregiata la lunghezza inferiore” è in questa
voce che il giudice talvolta “pesca” per togliere un
“punticino” quando, come descritto sopra, il totale delle
singole voci risulta troppo alto, o, addirittura, supera i 3
punti…. col ché l’espositore, in quella occasione, potrebbe
non aver torto a fare le sue rimostranze.
La
seconda voce è il PORTAMENTO, con 10 punti a disposizione.
Lo si richiede eretto (55° sull’orizzontale) con la testa,
tronco e coda in linea. Su questa linearità niente da eccepire;
ad esempio una coda cadente sarebbe bruttissima da vedere. Un
portamento di 55° sull’orizzontale è molto eretto”, per cui,
forse, lo standard pretende un po’ troppo; ma non c’è dubbio
che una tale angolatura è tutta a favore dell’eleganza e della
vivacità; però pochi soggetti lo hanno tale e allora un “buon
portamento” di norma non viene penalizzato, però… quando c’è
da fare quella certa “decurtazione” detta sopra, questa è la
voce che si presta di più, perché il giudice può sempre dire
che “nel momento del giudizio” il portamento esibito era così
e così.
La
terza voce è il PIUMAGGIO. Lo si richiede “serico,
voluminoso, composto, con addome liscio”. Non è facile per il
giudice valutare il piumaggio indipendentemente dalle
arricciature, perché queste hanno tutte una propria voce. Intanto
va detto che, per uniformarsi alla definizione che alla voce
“taglia” prevede la forma piena, il piumaggio non può essere
che voluminoso, ciò che ancor più giuoca a favore di chi lo
preferisce tale, piuttosto che sobrio. Fortunatamente vengono in
aiuto al giudice le espressioni “composto” e “addome
liscio”. La compostezza riguarda in particolare il cosiddetto
“stacco” fra fianchi e jabot. Se lo stacco è poco
netto, perché occupato da piume che fanno “trait d’union”
fra le due arricciature, la valutazione di questo difetto non può
che riguardare la voce piumaggio. Ancora, l’eventuale presenza,
peraltro piuttosto rara, di quell’efflorescenza nella regione
del basso dorso (groppa) che nell’Arricciato di Parigi va sotto
il nome di “bouquet”, non può ugualmente che riguardare
questa voce, seppure talvolta appaia come prolungamento della
spallina, ciò che qualche volta lascia il giudice perplesso sulla
scelta della voce di spettanza. Infine, di fondamentale importanza
e di facile individuazione è la correttezza dell’addome che,
come precedentemente descritto, non deve avere traccia di piume
rivolte da un lato o dall’altro. Un addome così difettoso, già
di per sé, fa togliere due o tre punti alla voce piumaggio.
Qualora un giudice “disattento” mancasse di osservare
l’addome (non sarebbe la prima volta) la sua valutazione alla
voce piumaggio potrebbe essere assai diversa da quella del giudice
“attento”.
Quarta
voce le SPALLINE, che sono il connotato più problematico
di ogni allevatore, no solo di Fiorini, ma di qualunque altro
Arricciato. Come è noto, la difficoltà di ottenere spalline
“ben spartite, simmetriche, voluminose (folte, larghe ed estese
a tutto il dorso)”, come è stilato sullo standard sintetico,
dipende dal fatto che, purtroppo, le due metà nascono dallo
stesso unico pterilio e la selezione fa quel che può…. Così
come le vuole lo standard sono perciò piuttosto rare, talché
questo connotato, se vistosamente carente, viene preso come motivo
di primaria preclusione alla possibilità di diventare
“Campione”. E’ tanto vero questo che, all’inizio dei
giudizi spesso il giudice fa mettere tutte le gabbie per terra per
facilitare un più rapido colpo d’occhio e fa una prima
selezione proprio in base alla correttezza delle spalline, fra i
soggetti che potranno diventare “Campioni”, se gli altri
connotati lo permetteranno, e i soggetti destinati ad esserne
esclusi.
Quinta
voce i FIANCHI. In genere i Fiorini attuali hanno ottimi
fianchi, tantoché il”fianco giù”, come si diceva una volta,
praticamente, almeno nei migliori allevamenti, è un lontano
ricordo. La chiarezza della descrizione dello standard sintetico
è tale che il giudizio di questo connotato non presenta difficoltà,
purchè il giudice si ricordi di osservare attentamente il
soggetto anche dal davanti per constatare se i fianchi sono fra
loro simmetrici, osservazione che permette la contemporanea
valutazione dell’addome.
Sesta
voce JABOT. La fattura di questo connotato è ben descritta
nello standard simmetrico: “pieno, simmetrico, ben rilevato,
senza cavità superiore”. Seppure ben fatta, questa arricciatura
perde assai se sono presenti piume dello “stacco”, per cui
queste “pericolose piume” finiscono per incidere su due voci:
piumaggio e jabot. Un jabot che non mostri le singole piume che lo
compongono, cioè “uniforme”, “morbido”, “sericeo” è
quanto di meglio sussista, sia nella sua valutazione, sia nella
valutazione della “sericità” e “compostezza” previsti
nella voce “piumaggio”.
Settima
voce TESTA E COLLO. I 15 punti a disposizione sono forse
eccessivi nel soggetto “Testa liscia”, forse scarsi nel “Ciuffato”;
per cui la media dei 15 punti mette tutti d’accordo. Nel
“Testa liscia” si richiederebbe un accenno di sopracciglia le
quali, in realtà, non ci sono mai, e il giudice non ci fa caso.
Il
collo, come dice lo Standard sintetico, deve essere quanto più
possibile staccato da testa e jabot, ciò che giova molto
all’eleganza, poiché un collo ben evidente si associa sempre ad
un bel portamento eretto. Inutile dire che deve essere
perfettamente liscio, cioè privo di ogni sorta di
“cravattino”, o di quel “riccioletto” che, un tempo, era
assai comune, specialmente a destra, mentre oggi è così raro,
dopo i lunghi sforzi selettivi per eliminarlo, che la sua
eventuale presenza declassifica fortemente il soggetto suggerendo
nel contempo di non impiegarlo assolutamente per la riproduzione.
Il collo troppo “grosso” che richiama quello dei gloster
costituisce difetto, perché appesantisce il soggetto e nuoce alla
sua eleganza.
IL
CIUFFO. Questo connotato non deve essere formato da piume così
lunghe da coprire anche parzialmente l’occhio e, in effetti,
ciuffi di tal genere, propri delle Razze inglesi, nel Fiorino non
si vedono mai. Quando la Commissione Tecnica stilò lo Standard si
prospetto di richiedere un ciuffo molto sviluppato, tale da
raggiungere gli occhi, perché si ipotizzava che, similmente a
quanto era stato deciso per il Padovano, una diminuita visione
dovuta alla copertura anche parziale degli occhi avrebbe favorito
il portamento eretto, dovendo l’esemplare alzarsi di più per
“vederci meglio”; eventualità probabile. Però fu anche detto
che un ciuffo con piume così sviluppate in lunghezza avrebbe
comportato necessariamente piume lunghe in tutto il corpo, così
come ad esempio è nel Crested, piume che come tali non si
addicono ad un piccolo Arricciato. Importante è, invece, la
fattura che, in particolare, lo vuole ben raccordato sul dietro
con le piume del collo. Ciuffi perfettamente così raccordati sono
rari da vedere, però qualcuno c’è e chiaramente è di grande
pregio. Ciuffi con piume solo lievemente sollevate sul dietro che
non lasciano scoperta la nuca, sono già da considerare molto
buoni e degni di premio d’onore. Altrimenti, se la calvizie
nucale è eccessiva il premio d’onore resta precluso, perché
veramente brutto da vedere anche da parte di un profano.
Il
giudice accerta anche se, per migliorare la fattura, c’è stata
una toelettatura evidente, appalesata dalla zona centrale rimasta
priva di piume.
Ottava
voce le ALI. Salvo difetti dovuti a pregressi traumi che
lasciano un’ala un poco cadente o appoggiata sull’altra, il
Fiorino non ha problemi nel mantenere le ali nella giusta
posizione, cioè “né cadenti, né incrociatesi”. Però,
talvolta, come avviene in ogni altra Razza, nell’eccitazione che
l’esemplare subisce durante le manovre del giudizio, a causa
della tensione dei muscoli del volo le ali si incrociano e può
“scapparci” un punto di penalizzazione; non di più, perché
la voce ha a disposizione solo 5 punti. Sta al giudice cercare di
appurare con un poco di pazienza se il difetto è solo
transitorio, ma alle volte il tempo stringe… e allora
l’espositore che vede il giorno seguente il soggetto tranquillo
con le ali a posto, fa le sue inevitabili rimostranze. Anche questo connotato è fra quelli che subiscono
“decurtazioni” quando c’è, come detto prima, da abbassare
di un punto un totale troppo alto: basta un minimo incrocio perché
in questo caso scatti la penalizzazione.
Nona
voce gli ARTI INFERIORI. La descrizione degli arti
inferiori è chiara. La mancanza parziale di una o due unghie
anteriori è ammessa purché il moncone sia ben visibile (uno o
due punti di penalizzazione), ma ciò non ci lascia convinti,
perché ad una esposizione un soggetto di tal genere non avrebbe
dovuto essere presentato. L’unghia posteriore deve essere sempre
integra. Anche le unghie piegate da un lato costituiscono difetto
(un punto). Ovviamente il “pollice rigido” comporta
l’esclusione dal giudizio. L’eventuale sporcizia dovrebbe
essere penalizzata nelle “condizioni generali”, ma qualche
volta il giudice si lascia prendere la mano….
Decima
voce la CODA. La coda sarà più corta possibile, ma la sua
lunghezza sarà stata già valutata alla prima voce come lunghezza
totale, come pure la sua eventuale posizione cadente, ma anche in
questo caso il giudice…. La sua terminazione non deve essere
eccessivamente biforcuta. L’assenza di piume di gallo non viene
di norma penalizzata, ma la sua presenza è motivo di preferenza.
Anche in questo caso l’eventuale sporcizia dovrebbe riguardare
le “condizioni generali”, ma qualche giudice….
Ultima
voce le CONDIZIONI GENERALI. In pratica in questa voce si
valuta solo la pulizia del soggetto in ogni sua regione, poiché
se esso apparisse in qualche modo sofferente il giudice è tenuto
ad avvertire il personale di mostra perché l’esemplare venga
ritirato e alloggiato in apposito locale possibilmente riscaldato.
LA
PARTECIPAZIONE ALLE MOSTRE
Gli
esemplari che, a giudizio dell’allevatore, eventualmente
confortato dal parere di altri, appaiono ben fatti, potranno
essere esposti sia per conoscere il giudizio di un giudice
esperto, sia per la soddisfazione di partecipare e confrontarsi.
Questi alcuni nostri consigli.
Naturalmente
i soggetti saranno scelti prima di tutto in base ai loro pregi,
poi in base alla presenza del ciuffo e, infine, in base al colore.
In
tutte le mostre c’è la duplice categoria dei “Ciuffati” e
dei “Testa liscia”. In alcune mostre fra le più importanti
c’è anche la categoria degli unicolori e dei pezzati,
sia nei ciuffati che nei testa liscia; perciò in questo caso c’è
la possibilità di partecipare a quattro categorie con
l’augurabile previsione di eccellere nel maggior numero di esse.
Si tenga presente che in Italia viene considerato unicolore anche
il soggetto con una piccolissima macchia, mentre nelle mostre
internazionali non è consentita alcuna macchia. Ciò comporta che
il pezzato dovrebbe avere una pezzatura degna di questo nome.
Chiaramente
nella composizione degli stamm (gruppi di quattro soggetti)
l’uniformità deve essere massima, sia per il colore melaninico
(nero o bruno), sia per il colore di fondo, giallo, bianco, o
arancio. Anche per gli stamm ci possono essere quattro categorie
separate, ognuna con propria premiazione. I soggetti scelti
saranno messi qualche settimana prima della presentazione in
gabbie singole, preferibilmente del tipo loro destinato in mostra.
In tale occasione si laveranno le zampe, l’anellino e le piume
(specialmente quelle della coda) eventualmente sporche. Si ricordi
che, per evitare rischi, i soggetti dovranno essere afferrati solo
al buio. Se una timoniera è palesemente rotta converrà
strapparla stringendo con le dita dell’altra mano il codione.
Nelle
mostre internazionali il tipo di gabbia era fino al 2005 quello a
cupola, cosiddetto “da York”. Dal 2006 è quello tradizionale già in uso per l’arr. Del Nord.
Conviene quindi informarsi.
Così
separato il soggetto si abitua a quella che sarà la sua dimora
durante la permanenza in mostra e sarebbe anche assai utile
sottoporre questi soggetti quanto più spesso possibile alla vista
di persone vicine, in modo da favorire la sua docilità durante il
giudizio. Ciò è più importante di quanto si creda, perchè se
il canarino è irrequieto il giudizio è difficile e il giudice può
“perdere la pazienza” a tutto danno del soggetto.
Il
trasporto verrà fatto esclusivamente nelle scatole singole
contenute nelle apposte valige. Al ritorno è consigliabile
trasferire i soggetti reduci dalla mostra nelle gabbie più in
basso ed ivi tenerli per qualche giorno in osservazione per
prevenire brutte sorprese.
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